Calocybe gambosa – Fungo Prugnolo

Calocybe gambosa – Fungo Prugnolo

Il Calocybe gambosa o Prugnolo è un fungo molto ricercato, ottimo commestibile e molto versatile per le sue proprietà culinarie e farmacologiche.

E’ chiamato anche Fungo di San Giorgio perché, secondo la tradizione popolare, dovrebbe fare la sua comparsa il 23 aprile, giorno in cui ricorre la festa di San Giorgio.

Questo non sempre avviene, naturalmente. La crescita può iniziare intorno a quel periodo o più tardi, o addirittura anche prima e protrarsi anche fino a giugno, a seconda delle condizioni climatiche e della stagione per cui, questa, non è altro che una data solo orientativa.

Introduzione

E’ certo, però, che questa è una specie piuttosto precoce: a seconda dell’andamento climatico, in alcune zone particolarmente miti, può fare la sua comparsa già nel mese di marzo per cui, insieme all’Hygrophorus marzuolus più conosciuto come fungo Dormiente, è uno dei primi a fruttificare risultando così una vera e propria primizia in campo micologico.

La specie di Calocybe gambosa appartiene al genere Calocybe, alla famiglia delle Tricholomataceae, all’ordine Agaricales, alla classe dei Basidiomycetes e alla divisione dei Basidiomycota.

Il suo nome deriva dal greco kalos che significa “bello”e kube = testa.

Gambosus deriva dal latino che significa “dal gambo grosso”.

Altri Nomi del Calocybe gambosa

Il Prugnolo è un fungo molto conosciuto ed apprezzato in ogni zona d’Italia, per cui ogni luogo gli ha attribuito un nome comune:

Assone Bianco nella provincia di Parma; Fungo della Saetta, Fungo di San Giorgio, Giassina nella zona dell’entroterra ligure; Giorgetti, Giorgi in Valdagno e Vicenza; Maggengo, Maggiolino, Marzolino, Masin nella Liguria di ponente; Musciaroni a Potenza; Musciarùhe nel Cosentino; Prugnolo, Spignolo, Spignolone, Spinarolo, Virno, Fungo della Saetta (a causa della caratteristica di crescere a zig zag) e molti altri.

Questo fungo ha anche diversi sinonimi, alcuni dei quali sono: Agaricus georgii, Tricholoma gambosum, Tricholoma georgii, Lyophyllum gambosum.

Descrizione del Fungo Prugnolo

Esaminiamo ora le principali caratteristiche morfologiche di questa specie.

Il Cappello

Nelle fasi iniziali dello sviluppo, il cappello del Calocybe gambosa ha una forma tondeggiante ed è quasi saldato al gambo.

Crescendo assume una forma emisferica, che poi si allarga fino a diventare quasi pianeggiante.

Ha un bordo leggermente contorto e può raggiungere un’ampiezza che va da 5 a 10-12 cm .

Il colore è bianco-crema inizialmente, poi assume un color nocciola chiaro con leggere sfumature di marroncino simile alla crosta di pane.

La cuticola, cioè la pelle, è liscia, asciutta e si toglie facilmente.

Le Lamelle

L’imenio è costituito da lamelle che non sono aderenti al gambo ma piuttosto basse, fitte, di colore biancastro quasi giallino specialmente negli esemplari adulti.

Sono intercalate da lamellule con filo lamellare ondulato.

Il Gambo

Il gambo è massiccio, sodo, piuttosto tozzo e cilindrico, più sottile verso la base.

Ha colore bianco, talvolta sfumato di rosa verso la base.

In alto si presenta pruinoso cioè coperto da una specie di velo farinoso.

Le dimensioni vanno da 3-8 cm di altezza a 1–3 cm di diametro.

La Carne

La carne del Prugnolo ha un buon spessore, è soda e compatta .

Ha colore bianco o è leggermente sfumata di color crema e non cambia quando viene tagliata.

Il sapore è molto gradevole, l’odore, molto intenso, è quello di farina fresca.

Le Spore

Le spore sono lisce, hanno forma ovale e sono di colore bianco in massa.

Hanno dimensioni di 4-6 x .3-4 micron.

Calocybe gambosa - Fungo Prugnolo

Habitat del Fungo Prugnolo

Il Calocybe gambosa è un fungo saprofita che cresce da marzo-aprile a maggio-giugno in luoghi fitti e spesso impenetrabili perchè formati da rovi e cespugli di piante spinose come il biancospino (Crataegus monogyna), la rosa canina, il ginepro e soprattutto il prugnolo (Prunus spinosa) da cui derivano diversi suoi nomi volgari come Prugnolo o Spinarolo.

Ha la tendenza a vegetare in forma gregaria e sempre negli stessi posti e, nei siti di crescita, è famoso per la formazione dei “cerchi delle streghe” che sono visibili anche a una certa distanza.

Si può trovare anche in gruppi, in file, con andamento a zig zag ( da qui il nome comune di “fungo della saetta”).

Non è comunque facile trovarli perché, oltre a crescere in queste zone particolarmente spinose, si nascondono anche tra foglie ed erba.

Questa specie di fungo sta diventando sempre più raro perché viene molto ricercato e raccolto, talvolta sconsideratamente.

Nonostante sia vietata la raccolta di esemplari con il cappello inferiore ai 2 cm, alcuni cercatori senza scrupoli, usano delle specie di “rastrelli” per arrivare anche sotto i cespugli spinosi.

In questo modo, non solo raccolgono tutti i carpofori che trovano, grandi o piccoli che siano, ma distruggono anche le micorrize ( cioè le associazioni di simbiosi tra questi funghi e le radici delle piante), senza pensare al delicato equilibrio ecologico di ogni sito…

Raccogliendo anche esemplari molto giovani, inoltre, questi non fanno in tempo a maturare e a fare quindi in modo che avvenga la sporulazione.

Questo tipo di raccolta è vietata e comunque, per legge, c’è il limite di raccolta di 1 kg al giorno, anche se sarebbe preferibile raccoglierne di meno.

Calocybe gambosa - Fungo Prugnolo

Commestibilità del Prugnolo

Il Calocybe gambosa è un buon commestibile.

In Toscana, dove è uno dei funghi più ricercati, è considerato ottimo.

In altre regioni non è altrettanto apprezzato perché ha un particolare odore di farina che rimane anche dopo essere cucinato.

Comunque, in alcune zone d’Italia esistono manifestazioni dedicate a questo fungo primaverile, come la sagra del Prugnolo a Firenzuola, nel Mugello, nel periodo di aprile-maggio.

Viene usato in vari modi: per risotti, sughi, zuppe.

Si usa per creme da spalmare su crostini, per fare frittate; è adatto anche ad essere essiccato e, in questo modo, dopo essere stato macinato, viene usato per insaporire altri piatti.

Funghi simili al Calocybe gambosa

Il periodo di fruttificazione abbastanza precoce di questo fungo, limita il rischio di confonderlo con altre specie somiglianti.

Nello stesso habitat, in questo periodo primaverile, fruttificano alcuni tipi di Entoloma precoci, che sono comunque tutti commestibili anche se non particolarmente ricercati.

Non è facile neanche la confusione con Calocybe constricta, perché questa ha colorazioni biancastre,un  residuo anulare sul gambo ed un penetrante odore di cimice.

C’è una certa somiglianza con Entoloma lividum, che si differenzia dal Calocybe gambosa per le lamelle di colore ocra tendenti al salmone, specie malefica che però fruttifica in autunno.

Proprietà del Fungo Prugnolo

E’ un fungo molto versatile ed è usato, oltre che in cucina, anche in campo erboristico e farmaceutico.

Il fatto poi che cresca sotto l’albero del Prugnolo e i cespugli spinosi, influisce positivamente sulle sue proprietà.

E’ un antiossidante, è usato per la cura della pelle e per contrastare il deterioramento degli organi a causa dell’avanzare dell’età perché la tonifica; protegge l’apparato cardiocircolatorio e l’intestino.

E’ ricostituente e dona una sensazione di energia e tonicità.

Ha anche proprietà lassative, depurative e diuretiche.

In campo erboristico, è spesso abbinato anche all’albero sotto cui fruttifica perché ha proprietà antibatteriche, astringenti e disinfettanti del cavo orale.

Aiuta nella cura di dermatiti, piccole ustioni ferite o comparsa di funghi e batteri.

L’olio estratto dalle bacche dell’albero è molto usato per combattere le smagliature perché rende più tonica e flessibile la pelle.

Per queste sue proprietà esistono in commercio specifici integratori naturali.

CARTA D’IDENTITA’

DIAMETRO CAPPELLO: 5-10 cm.
COLORE CAPPELLO: Bianco crema
ALTEZZA GAMBO: 5-8 cm
COLORE GAMBO:Bianco
CARNE: Bianca
ODORE: Farina fresca
SAPORE: Dolce
SPORE: Bianca
HABITAT: Prati
COMMESTIBILITÀ’: COMMESTIBILE

 

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