Lepista nuda – Agarico violetto

Lepista nuda – Agarico violetto

La Lepista nuda, è una specie che, pur non avendo clorofilla come le piante che ci regalano tonalità di colori spesso inaspettate specie in autunno, presenta un vasto repertorio di colori. Molto spesso, questo fungo detto anche Agarico violetto, viene scartato dai cercatori, per il suo colore non molto usuale, che incute diffidenza e perché è abbastanza facile confonderlo con altre specie non edibili.

E’ uno dei funghi più diffusi del tardo periodo autunnale, cresce in abbondanza ed è discreto in tavola per la sua carne spessa ed umida.

E’ un discreto commestibile, anche se non molto conosciuto.

Introduzione

L’etimologia del nome di questo fungo deriva in parte, come spesso avviene, dal greco “lepistòs” che significa “sbucciato”, nel senso di “fungo privo di ornamenti” e dal latino “nudus” = nudo, per l’aspetto liscio della cuticola del cappello.

Il genere Lepista comprende una decina di specie della classe Basidiomycetes che , qualche tempo fa, erano comprese nel genere Clitocybe.

Questo fungo appartiene alla divisione Basidiomycota, classe Basidiomycetes, ordine Agaricales, famiglia Tricholomataceae, genere Lepista.

Altri Nomi della Lepista nuda

La Lepista nuda ha numerosi sinonimi come Cortinarius nudus (1821), Cliticybe nuda, Gyrofila nuda (1886), Tricholoma nudum (1871) ed altri tra cui Agarico nudo, Agarico violetto, Cardinale viola ( perché cresce nello stesso periodo e nello stesso habitat di Lepista nebularis, chiamata “cardinale”), Ordinale viola (stesso motivo), Muffuin gianu, fungo di Santa Caterina( a Genova), Murtano, Brunetto (in Liguria).

Descrizione e morfologia della Lepista nuda

Cerchiamo adesso di illustrare il più chiaramente possibile le caratteristiche morfologiche di questa specie di fungo.

Lepista nuda - Agarico violetto

Il Cappello

Il cappello della Lepista nuda è carnoso, abbastanza spesso.

In fase giovanile è convesso, crescendo si spiana e in fase adulta diventa piuttosto depresso.

Nella zona centrale si forma alle volte un umbone (rilievo o depressione), ampio e poco rilevato, con una forma spesso irregolare.

Il margine è involuto, ondulato, spesso un pò rilevato abbastanza regolare.

Inizialmente, ha un colore con sfumature rossastre, che vanno dal lilla al viola in modo non omogeneo, nella parte centrale tende di più al bruno chiaro.

Da adulto il colore tende maggiormente al marrone che piano piano svanisce mantenendo sfumature lilla chiaro-grigiastre.

La superficie della cuticola è liscia, opaca e poco riflettente, con un aspetto umido.

Può avere un diametro che va dai 3 ai 12 cm.

Le Lamelle

Le lamelle dell’imenio della Lepista nuda sono fitte, sottili, quasi compatte, senza margine, arrotondate al gambo, leggermente decorrenti sul gambo con un piccolo uncino, intervallate da lamellule.

Sono di colore rosa-lilla quasi bluastre.

Vengono via facilmente a pacchetti (caratteristica comune del genere Lepista).

Il Gambo

Le dimensioni del gambo della Lepista variano dai 5 agli 8 cm. di altezza ed hanno un diametro di 1-1,5 cm.

E’ di un colore violetto simile al cappello, pieno, fibroso, con fibrille e pruina di colore più chiaro.

Di solito è grasso, tozzo, più o meno ingrossato alla base.

Quando viene raccolto il fungo, rimangono attaccati al gambo abbondanti frammenti del substrato su cui è cresciuto e parti del micelio.

Le Spore

Le spore sono a forma di goccia, con verruche piccolissime.

Sono di colore rosato in massa e hanno dimensioni di 6,5-8,5 µm.

All’osservazione al microscopio appaiono trasparenti.

La Carne

La carne del cappello della Lepista nuda è di colore grigio chiaro, con tonalità violetto chiaro, delicata, fragile ma elastica.

Andando avanti con l’età diventa più grigia e acquosa.

Si sconsiglia l’uso dopo la pioggia perché il cappello si impregna molto facilmente e la carne risulta flaccida.

La carne del gambo, invece, è più fibrosa e coriacea.

L’odore è caratteristico perché è molto aromatico, fruttato, gradevole.

Il sapore è delicato e tendente al dolce.

 

Lepista nuda - Agarico violetto

Habitat della Lepista nuda

E’ un fungo saprofita che cresce su substrati ricchi di humus vegetale, su fogliame, su detriti organici e frammenti di legno perché, con le sue “radici” (ife) penetra le colonie di batteri che vi si trovano e sottrae loro nutrienti come l’azoto.

Predilige i boschi o i margini, sia di aghifoglie che di latifoglie ma può crescere anche in parchi, aree urbane e può essere coltivato.

Cresce di solito, formando piccoli gruppi, solitario o formando i famosi “cerchi delle streghe”.

La Lepista nuda fruttifica dai primi freddi dell’autunno fino a tutto l’inverno se il clima non è troppo rigido, più raramente in primavera.

Deve essere raccolto con tempo asciutto perché, come già detto, altrimenti il cappello è intriso di acqua.

Si dice che, quando inizia la nascita di questo fungo, termina la stagione dei porcini.

Commestibilità

E’ una specie di fungo eccellente, ma da consumare con cautela.

Come già detto, si deve consumare solo il cappello degli esemplari giovani, da crudo è TOSSICO, va quindi consumato solo dopo un’adeguata cottura.

Contiene alcuni principi tossici, che spariscono dopo prolungata cottura ad una temperatura che superi almeno gli 80°.

Qualcuno ne consiglia la prebollitura per migliorarne la resa gastronomica, ma questa non è necessaria, è più importante la cottura prolungata.

Contiene il trealosio, uno zucchero digeribile per la maggior parte delle persone che gli dà un sapore gradevole e gustoso, ma, di contro, non è ben tollerato da tutti gli organismi, per cui si consiglia comunque un consumo moderato, almeno le prime volte, per verificare le possibili sensibilita’ individuali ed allergie.

Questi funghi sono generalmente puliti e privi di “ospiti”, ma sono da scartare i gambi più duri degli esemplari adulti.

E’ molto apprezzato da solo, cotto in olio o burro con aglio e prezzemolo, in umido o nei misti.

Si presta bene alla conservazione sott’olio o ad essere congelato dopo cottura.

Praticamente si presta bene ad ogni tipo di uso in cucina, basta ricordarsi che deve essere cotto.

Funghi simili alla Lepista nuda

Questo fungo è facilmente confondibile con alcune specie tossiche o sospette del genere Cortinarius.

  • Cortinarius violaceus, che ha taglia più grande e un odore debole (mediocre commestibile)
  • Il Cortinarius caesiocyaneus e Cortinarius variicolor, che sono commestibili, ma sconsigliati perché molto somiglianti ad altre specie sospette
  • Cortinarius coerulescens e Cortinarius rufoolivaceus, non eduli, sospetti
  • Lepista glaucocana, che è un discreto commestibile, ma che si differenzia per il colore del suo cappello che è rosa sbiadito invece che violetto e per il profumo poco percettibile a differenza di quello fruttato della Nuda
  • Lepista sordida, con dimensioni più piccole e odore meno gradevole. (discreto commestibile)
  • Lepista personata

Le specie di Cortinarius citate in precedenza, si possono riconoscere anche dal colore delle spore, che non sono rosacee ma viola, dai residui di cortina sul gambo e dall’odore che ricorda il rafano.

Proprietà

Abbiamo già detto del trealosio, zucchero digeribile ma non sempre ben tollerato.

Dopo aver ricordato che con l’età il colore tende a svanire e, quindi è più facile confonderlo con specie tossiche di Cortinarius, bisogna anche evidenziare le proprietà dei funghi e, in special modo quelli di colore violetto.

Hanno proprietà di rafforzamento del sistema immunitario, antitumorali, di contrasto alle malattie cardiovascolari, proteggono il cuore e sono indicati anche nelle diete dimagranti.

Queste specie di funghi viola, contengono particolarmente vitamine antiossidanti che preservano la salute di pelle e capelli e contrastano l’azione anti invecchiamento.

CARTA D’IDENTITA’

DIAMETRO CAPPELLO: 4-15 cm.
COLORE CAPPELLO: Viola
ALTEZZA GAMBO: 4-10 cm
COLORE GAMBO: Viola
COLORE LAMELLE: Viola
CARNE: Bianca violacea
ODORE: Forte, gradevole
SAPORE: Delicato
SPORE: Rosee
HABITAT: Conifere, latifoglie
COMMESTIBILITA’: BUONO

 

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